Descrizione
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Studi e ricerche di storia dell’arte europea
Nuova edizione diretta da Pierluigi Leone de Castris.
La rivista “Confronto. Studi e ricerche di storia dell’arte europea”, fondata nel 2000 da Ferdinando Bologna, esce dal 2018 con cadenza annuale e in una nuova serie diretta da Pierluigi Leone de Castris, dotata di un Comitato scientifico internazionale, di abstract in inglese e di un sistema di peer review. Dal 2023 è rivista di fascia A. Il numero 8 del 2025 propone – com’è caratteristica della rivista – la rilettura di un testo del passato, in questo caso dello stesso Bologna (Ricordi di un ‘Cristo morto’ del Mantegna, in «Paragone», VII, 1956, pp.56-61), di cui in quest’anno cade il centenario della nascita, accompagnato da un saggio di Stefano De Mieri che commenta da un lato l’intuizione critica del grande studioso e dall’altro la riscoperta recente dello stesso dipinto di Mantegna sino ad oggi creduto perduto. Tra gli altri contributi “Lo spazio liturgico della Cattedrale di Sessa Aurunca: il futuro postconciliare e le origini medievali” di Elisabetta Scirocco, “Aggiunte e precisazioni sull’attività di Stefano Sparano per la chiesa dei Santi Pietro e Sebastiano di Napoli” di Antonella Dentamaro, “Ancora sul giovane Beccafumi” di Pierluigi Leone de Castris, due saggi di Mariano Saggiomo e Marco Vaccaro su De Mura e Nicola Maria Rossi, uno di Luisa Sefora Rosaria Puca su Ernesto Giroux ed uno di Massimo Maiorino sulle tre riviste campane degli anni ‘70 «Campo», «Che» e «Proposta». Tra le note o recensioni quelle di Marianna Cuomo sugli affreschi di San Vincenzo al Volturno, di Gianluca Forgione su Bernardo Cavallino, di Maria Grazia Gargiulo sul “animali ricci” della Real Fabbrica Ferdinandea, di Lucrezia Not su la vicenda editoriale di “Idea” di Panofsky, e ancora quelle di Damiana Di Bonito, Claudia Grieco, Loredana Pavanello, Luigi Abetti, Ugo Di Furia, Enrico Lucchese, Francesca Penna ed Olga Scotto.

Pierluigi Leone de Castris Si è interessato in particolare di arte a Napoli e nel Meridione d’Italia fra il XIII e gli inizi del XVII secolo, ma anche di arte orafa, pittura e plastica minore nell’Italia del Due e Trecento, di storia del collezionismo e di museologia. Fra i suoi libri sono da ricordare le monografie su Polidoro da Caravaggio (1988, 2001), Simone Martini (1989, 2003) o Gian Cristoforo Romano (2010), i tre volumi della Pittura del Cinquecento a Napoli (1985, 1991, 1994), il catalogo della mostra Quattrocento aragonese (1997) e i tanti lavori sulla Napoli del Due e Trecento, come Arte di corte nella Napoli angioina (1986), Giotto a Napoli (2006), Pietro Cavallini. Napoli prima di Giotto (2013) o il catalogo della mostra Ori, argenti, gemme e smalti della Napoli angioina, 1266-1381.


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